Porter se ne va dopo l'intercetto decisivo (da Repubblica.it)
E’ un po’ che non scrivo più di sport, forse perché sono stato impegnato in moltealtrefaccende e lo sport non è esattamente prioritario in questo periodo della mia vita…
Sabato, per caso, ho visto su Rai Sport il promo del SuperBowl, cioè la finale della NFL (National Football League, cioè la lega professionistica di football americano), ed ovviamente stanotte ho fatto le 2 per vederla.
Sono appassionato di questo sport sin da ragazzo, da quando su Italia 1 la domenica mattina trasmettevano interamente una partita di campionato con il commento di Dan Peterson (ed era impossibile non appassionarsi a questo sport con un commento come il suo), e ho seguito per qualche anno anche il campionato italiano, quando il mitico Attilio “Mazinga” Milesi giocava nei Lions Bergamo, e da difensore andava a caccia di QuarterBack, tanto da meritarsi anche il titolo di migliore uomo della difesa nella finale italiana del ‘92.
Ma a parte i sentimentalismi, prima della diretta della partita mi sono beccato tutta la puntata della Domenica Sportiva su Rai 2 e mi nascono 2 domande:
perché la Domenica sportiva continua a chiamarsi così? Chiamatela Domenica Calcistica e ci togliamo il dubbio che eventualmente forse magari parlino di altri sport…
perché ci accorgiamo degli sport esteri solo una volta l’anno? Forse per rispondere basta rileggere il punto precedente…
Ah, per la cronaca, hanno vinto i New Orleans Saint, per la prima volta nella loro storia!
Sinceramente questo problema non me lo sono mai posto (e infatti faccio l’ingegnere, mica il matematico) ma è una di quelle cose della matematica di rara semplicità di enunciazione ma di effetto strabiliante.
Il teorema in questione dice che non è possibile pettinare completamente una palla pelosa.
In realtà il teorema della palla pelosa stabilisce che non esiste un campo vettoriale continuo non nullo tangente ad una sfera.
I peli pettinati rappresentano un campo vettoriale continuo. Infatti, come conseguenza del teorema, è impossibile eseguire una pettinatura che non abbia almeno una chierica, o una riga.
Sembra, come molte enunciazioni matematiche, una cosa futile, ma ha come conseguenza che sulla Terra la circolazione dei venti deve avere NECESSARIAMENTE almeno una singolarità, cioè almeno un “occhio” dove il vento non c’è.
La circolazione dei venti di un pianeta può essere rappresentata (con buona approssimazione) con un modello che assegna a ogni punto della superficie un vettore tangente alla superficie stessa e avente la direzione del vento.
E questo è un campo vettoriale.
Tranne il caso banale in cui il vento è fermo su tutto il pianeta, il campo vettoriale così definito rispetta le ipotesi del teorema della palla pelosa; segue che esiste almeno un punto della superficie in cui il vento ha velocità nulla: questi punti corrispondono all’occhio di un ciclone o di un anticiclone.
Il teorema garantisce quindi che sulla superficie di un pianeta dotato di atmosfera esiste sempre almeno un ciclone.
E siamo partiti da una palla da tennis!
Ah, per i curiosi, una palla da tennis non è pettinabile, ma una ciambella (o come dicono i matematici, un toro) è facilmente pettinabile.
Provateci!
Oggi torno dal mio quinto viaggio in Romania, e come sempre c’è molta contentezza (torno a casa dalla mia famiglia, che diamine!) e un po’ di malinconia… che non è proprio malinconia, è una sorta di rabbia e impotenza per le cose che vedo e che succedono, in azienda e fuori.
Gente normale, che viene da 45 anni di dittatura, che viene trattata da noi “civilizzati” come servi. O laureati costretti a fare da segretari o magazzinieri.
Già, noi italiani all’estero siamo proprio bravi.
Ci lamentiamo che le strade rumene sono sporche e poi buttiamo i mozziconi dai finestrini.
Andiamo al ristorante italiano perché non ci fidiamo della cucina rumena, quando basterebbe assaggiarla una volta: ho mangiato un ottima “Ciorba da burta” (cioè minestra con la trippa), basta sapere che ci va un po’ di aceto e di salsa di rafano, altrimenti ha un saporaccio… e che non si deve esagerare col rafano!
Ci lamentiamo che la moquette dell’albergo è sporca e che le stanze fanno schifo ma tanto ci rimaniamo solo 8 ore per dormire. E paghiamo 50 euro notte e colazione per andare a bere il cappuccino al bar italiano e “perché c’e la wireless” che tanto non usiamo.
Ma noi siamo “Grandi nella testa”, come dice mio papà.
Andare in una pensione dignitosa da 10 euro a notte? nooooo troppo difficile.
Pretendiamo di andare in Romania a insegnare tutto, quando dei rumeni non sappiamo niente. Non sappiamo neanche la loro forma di governo ma pretendiamo che imparino l’italiano… e loro lo imparano, mica come noi che dopo anni in Romania sappiamo a malapena dire “Buna Ziua”.
E loro l’inglese lo parlano, tutti, anche il nonnetto all’edicola, e noi invece, che diciamo sorry al posto di excuse me…
D’altronde l’Italia e la patria degli Allevi, che l’umiltà non sanno neanche dove abita.
E’ proprio vero: negli anni 60 all’estero avevano i Beatles e i Rolling Stones, mentre noi avevamo i Pooh.
E oggi, nulla è cambiato: noi abbiamo Gigi d’Alessio e Giovanni Allevi, e all’estero hanno questo signore, che nonostante la capigliatura alla Sandokan e il fatto che sia un pianista autodidatta (si, autodidatta!) scrive musica di prima categoria.
Questa per esempio è “Santorini”, e no, non è sbagliata, è in 7/8…
Ha proprio ragione Uto Ughi: nei conservatori italiani dovrebbero insegnare anche un po’ di umiltà.
Vegliate dunque, perché non sapete in quale giorno il Signore vostro verrà.
Matteo 24, 42
Pubblico la lettera ricevuta da Don Massimo, missionario in Costa d’Avorio, che racconta una delle tante storie di dolore e tristezza ma anche di speranza, che succedono nelle sue missioni.
Non è una storia a lieto fine, non è un telefilm: è un pugno nello stomaco, è una storia di vita vera, di miseria e di disperazione ma anche di speranza e di carità.
Se siete ancora sazi dai vari pranzi di Natale non leggetela. Fatelo quando avrete il cuore aperto e la mente libera, altrimenti vi rimarrà indigesta, vi farà star male.
La pubblico senza commenti, come fa Don Massimo: ognuno saprà trarne la morale che preferisce.
Non pensavo avrei mai scritto un post su un programma tipo reality.
Devo però un po’ ricredermi su X-factor, che all’inizio avevo dato per scontato fosse uno dei soliti programmi dove c’è solo chiacchiera e qualche lite costruita a tavolino tra i giurati e gli ospiti.
Invece devo dire che, a parte qualche siparietto tra Morgan e Claudia Mori, come trasmissione è abbastanza buona: i cantanti sono bravi, non come le capre di Amici con le loro “menate sul collo del piede grosso” (per chi non ha colto è una citazione da Studentessi, dei mitici Elio e le storie tese), le canzoni famose e ben selezionate, e Francesco che anche se non è sempre simpaticissimo è adatto come presentatore per questo tipo di programma.
E Morgan ha dimostrato di essere una persona intelligente e furba, che ha capito benissimo i tempi televisivi. Nell’ultima puntata che ho visto, il povero Silver (bergamasco della bassa) ha cannato clamorosamente l’entrata su “La donna cannone” (in trasmissione dicevano che si è dimenticato le parole, per me si è semplicemente perso e non sapeva più quando doveva entrare), e da buon ruffianone il Morgan come esce dalla difficoltà?
Volevate le emozioni? Queste sono le emozioni, questa è la televisione vera, questo ragazzo è un ragazzo vero, non un automa programmato per cantare…
Si, insomma, non testuali parole ma una roba del genere, e il pubblico giù ad applaudire… tanto che il povero ragazzo non viene nemmeno eliminato!
E alla fine della puntata le due giurate lo lasciano a dover decidere chi delle due “ripescate” deve andare a casa, e si vede che lui non sa che pesci prendere, e se la cava ancora da grande attore…
Ah, dimenticavo: questo post verrà sicuramente pubblicato dopo che il programma è finito (mi pare la finale sia il 2 dicembre) per cui non so chi ha vinto…
E dopo tanto tempo, dopo aver fatto sparire i menagrami che parlavano di buchi neri artificiali senza sapere neanche cosa siano, senza il clamore mediatico dello scorso anno, ancora con qualche imprevisto, finalmente ci siamo: le primecollisionia LHC!