GDPR: chi è questo invadente “sconosciuto”?

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GDPR: chi è questo invadente “sconosciuto”?

Se avete “qualche” account registrato su internet sarete stati bersagliati da un sacco di email e comunicazioni riguardanti la modifica delle “privacy policy” per l’adeguamento al GDPR. Cos’è? E cosa cambia per noi utenti?

Negli ultimi giorni siete stati tempestati da decine e decine di email che vi chiedevano di prendere visione del nuovo regolamento sulla privacy e dell’adeguamento al GDPR? Tranquilli, siete in buona compagnia: dal 25 maggio scorso è infatti entrato definitivamente in vigore il nuovo regolamento europeo in materia di privacy e trattamento dei dati personali, il cosiddetto GDPR, ovvero General Data Protection Regulation, ovvero “regolamento generale sulla protezione dei dati”.

L’articolo completo lo trovate qui: TechCafè – GDPR: chi è questo invadente “sconosciuto”?

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Fate musica

Un consiglio: fate musica, di qualsiasi tipo, ma fatela.
Lo consiglio soprattutto ai giovani che sentono di avere una predisposizione. Oggi si ascolta molta musica, ma se ne fa poca. Penso che le scuole, il sabato pomeriggio e la domenica mattina, dovrebbero mettere a disposizione degli studenti dei locali per fare musica insieme, di qualunque genere: jazz, classica, folk, cori alpini, eccetera. Nella seconda metà degli anni 90 avevo cercato sponsor che mettessero a disposizione degli istituti scolastici strumenti musicali e maestri, purtroppo senza riuscirci.
[…]
Per questo vorrei dire ai giovani: non aspettate che siano gli altri a fare le cose per voi, organizzatevi. Suonare insieme è divertente e anche educativo perché, specialmente nel jazz, si impara a essere al tempo stesso solisti e parte di un gruppo, conciliando individualismo e socialità. E poi, suonando con altri amatori, si conoscono persone di ogni ceto sociale. Anni fa, a Torino, c’era un famoso complesso jazz composto da un avvocato (sax tenore), un allevatore di vitelli (tromba), un assicuratore (vibrafono), un venditore di frutta e verdura al mercato (chitarra elettrica), un ingegnere (trombone a coulisse).

Piero Angela, Il mio lungo viaggio: 90 anni di storie vissute

I dati personali sono il nuovo petrolio?

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I dati personali sono il nuovo petrolio?

Lo scandalo di Facebook e Cambridge Analytica sta ancora facendo notizia e portando strascichi tra i big della tecnologia. I dati personali degli utenti e le loro preferenze sono davvero il nuovo “oro nero”?

Nello scorso numero abbiamo parlato di Facebook e del disastro combinato con Cambridge Analytica, i cui strascichi continuano a fare notizia: la società inglese, dopo aver perso gran parte dei suoi clienti e per le ingenti spese legali, ha annunciato che chiuderà i battenti, avviando la procedura di insolvenza in Gran Bretagna e di bancarotta negli Stati Uniti. In realtà pare che riaprirà con altro nome (Emerdata) e continuerà a svolgere più o meno lo stesso lavoro.

L’articolo completo lo trovate qui: TechCafè – I dati personali sono il nuovo petrolio?

Facebook sa davvero tutto di noi?

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Facebook sa davvero tutto di noi?

Dopo il recente scandalo che ha coinvolto Cambridge Analytica e Facebook, cosa “spia” davvero il colosso di Menlo Park dei suoi utenti? E cosa possiamo fare per evitare che ficchi il naso nelle nostre vite private?

E’ recentissima la notizia dello scandalo che ha coinvolto la società inglese Cambridge Analytica, che ha raccolto dati di milioni di utenti di Facebook e li ha utilizzati (anche) per analizzare gli orientamenti politici e tentare di influenzare le scelte elettorali di questi utenti, specialmente per quanto riguarda le ultime elezioni americane.

L’articolo completo lo trovate qui: TechCafè – Facebook sa davvero tutto di noi?

WhatsApp vs Telegram: perché scegliere uno o l’altro?

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WhatsApp vs Telegram: perché scegliere uno o l’altro?

“Guardate le stelle invece dei vostri smartphone”. Parafrasando il grande astrofisico Stephen Hawking recentemente scomparso, proviamo a scoprire cosa ci tiene incollati alle app di messaggistica sui nostri telefoni.

Nel 2009 tramite un semplice linguaggio di programmazione denominato Erlang venne creata WhatsApp con l’intento di soppiantare gli SMS e rendere più interattive le conversazioni via messaggio. Nel 2012 WhatsApp ebbe un’impennata di download e utenti grazie alla modifica dei suoi costi: per il primo anno e per i nuovi utenti diventava gratuita.

Circa un anno dopo, allo scadere dela prima offerta, sono nate molte app di messaggistica alternative, proprio perché gli utenti cercano di evitare di pagare la versione WhatsApp premium. Tra le varie alternative ci sono Viber, Line, WeChat e Telegram che “apre” proprio nel 2013.

L’articolo completo lo trovate qui: TechCafè – WhatsApp vs Telegram: perché scegliere uno o l’altro?