Farewell speach – Ciao Obama

Se siete stanchi di discutere con degli sconosciuti su internet, cercate di parlare con qualcuno di persona. Se qualcosa dovrebbe funzionare meglio, allacciatevi le scarpe e datevi da fare. Se siete delusi dai vostri rappresentanti, raccogliete le firme e candidatevi voi stessi.

Fatevi avanti, fatevi sotto. Perseverate. Qualche volta vincerete. Altre volte perderete. Presumere che ci sia del buono nel prossimo può essere un rischio, e ci saranno momenti in cui sarete molto delusi. Ma per chi di voi sarà fortunato abbastanza da riuscire a fare qualcosa, da vedere da vicino questo lavoro, lasciate che ve lo dica: può ispirarvi e darvi energia.

Barack Obama

Auguri!

Buon Natale agli amici vecchi e nuovi
Buon Natale a chi lavora e a chi poltrisce
Buon Natale a chi sorride sempre e a chi è sempre incazzoso
Buon Natale a chi mangia il panettone e a chi mangia il pandoro
Buon Natale a chi di motivi per festeggiare non ne ha e a chi è al settimo cielo
Buon Natale a chi suona e a chi ascolta
Buon Natale a chi tifa Dolphins e anche a chi ha sbagliato squadra
Buon Natale ai trombettisti e anche agli altri musicisti
Buon Natale a chi corre al mattino, a chi corre la sera, a chi non può correre, a chi vorrebbe correre
Buon Natale agli informatici e anche a chi fa un lavoro normale
Buon Natale a chi si porta la merenda da casa e a chi mi frega gli Oreo dall’armadio

Buon Natale e felice anno nuovo a tutti!

 

Il Professionista – John Grisham

Ieri sera, su consiglio di un amico, ho iniziato la lettura de “Il Professionista” di John Grisham.

E’ un libro sul football NFL, mi ha detto.

A pagina 13 si legge:

[Finale AFC] I Browns sono in vantaggio diciassette a zero contro i Broncos a undici minuti dalla fine. Lo zero non rende neanche vagamente l’idea delle dimensioni del massacro dei Broncos, che dopo tre quarti hanno totalizzato ottantuno yarde in attacco e tre, dico tre, primi down

Non è un libro sul football… è fantasy…

I veri fighi digitali

I veri fighi digitali sono i settantenni di oggi.

telephone_siemens_s62Nati nel ’46, subito dopo la guerra: a andar bene da piccoli avevano le scarpe smesse dei fratelli più grandi, a andar male giravano a piedi nudi.

Quando sono nati la televisione non esisteva, e quel poco di sperimentale che era stato fatto fino al ’39 andò perduto sotto i bombardamenti della seconda guerra mondiale.
Il telefono qualcuno ce l’aveva, ma mica neanche tutti, la Telecom era di la da venire, la SIP produceva elettricità e per avere un apparecchio telefonico a casa, in Lombardia ci si rivolgeva alla STIPEL.

Quando compiono vent’anni è tutto un fermento di innovazione e di benessere, i telefoni di casa si diffondono, le TV non sono più soltanto nei bar o nei locali pubblici ma la gente inizia ad averle in casa, nascono le prime televisioni “private” (o commerciali come si direbbe oggi). Le auto non sono più solo per ricchi.

Dopo altri vent’anni, ormai genitori, spuntano i computer, i telefoni portatili esistono ma questi si , sono una roba da ricchi: solo nei film di 007 ci sono telefoni sulle auto. La televisione è ormai diffusa in quasi tutte le case.nonne

Oggi questi stessi signori li incontri nelle sale d’attesa, dal medico, in posta, che tirano fuori il loro smartphone e iniziano a chattare su Whatsapp, magari col figlio che scrive loro che i nipoti li porta alle due invece che alle quattro.

In 40 anni hanno visto la loro vita trasformarsi: i viaggi farsi più brevi, le distanze annullate, le videochiamate, che erano roba da Star Trek, diventare pane quotidiano per vedere la nipote che vive in Finlandia o l’amico in vacanza a New York. E sono lì, col loro indice impacciato a digitare su una tastiera senza tasti (ormai è tutto touch!) messaggi alla moglie per decidere il pranzo e “ti serve qualcosa in farmacia”, magari derisi dal quindicenne a caccia di Pokémon.

Ma i veri fighi sono loro, sopravvissuti a un cambiamento davvero epocale, e scagliati nel mondo digitale. Loro che quando son nati manco sapevano di essere analogici…

[NFL] Numero di giocatori NFL per ogni stato in base alla High School di provenienza

La Florida produce più giocatori NFL che gli ultimi 24 stati messi insieme, stando al riassunto dei roster del primo weekend NFL.

Quando si tratta di sfornare talenti NFL dalla High School, tra gli stati più prolifici ci sono Florida, California e Texas poi tutti gli altri ben distanziati.

I dati aggiornati dei roster di NFL.com mostrano che questi tre stati hanno messo in campo 673 giocatori nella settimana di apertura del campionato NFL.
In testa la Florida con 239, che è più della somma degli ultimi 24 stati di questa strana classifica (che trovate in fondo a questo articolo).

Non si parla solo di quantità nello stato delle Everglades, dato che nove All-Pros del 2015 sono di nuovo in campo quest’anno – Geno Atkins, Antonio Brown,
Patrick DiMarco, Devonta Freeman, Kahlil Mack, Brandon Marshall, Reggie Nelson, Patrick Peterson and Josh Sitton – tutti provenienti da high school della Florida.

California (220), Texas (214) e Georgia (119) sono gli unici altri stati a piazzare più di 100 giocatori in campo nella prima settimana.

Di seguito la classifica al completo:
239 – Florida
220 – California
214 – Texas
119 – Georgia
94 – Ohio
68 – Alabama
68 – Pennsylvania
62 – Louisiana
60 – North Carolina
58 – New Jersey
57 – South Carolina
50 – Virginia
49 – Michigan
46 – Illinois
39 – Maryland
33 – Missouri
32 – New York
34 – Tennessee
33 – Mississippi
29 – Arizona
28 – Wisconsin
26 – Provenienza da fuori degli Stati Uniti
22 – Washington
20 – Minnesota
18 – Indiana
18 – Oklahoma
17 – Connecticut
16 – Utah
16 – Colorado
16 – Oregon
15 – Kansas
14 – Arkansas
14 – Iowa
14 – Kentucky
13 – Nebraska
11 – Nevada
11 – Hawaii
10 – District of Columbia
8 – Massachusetts
7 – Montana
7 – Delaware
5 – Idaho
4 – New Mexico
3 – North Dakota
3 – South Dakota
2 – West Virginia
2 – New Hampshire
1 – Rhode Island
1 – Wyoming
0 – Alaska, Maine

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