[Dal passato] Il primo viaggio in Slovenia – 1994

Dai meandri della mia scrivania, ho recuperato un vecchio organizer, con dentro alcune pagine scritte, piene di ricordi e di fotografie “antiche”.
Vi trascrivo il “Diario di Viaggio” della mia prima esperienza in Slovenia, in un campo profughi a Maribor, nel lontano 1994 (almeno credo… non ne sono sicuro al 100 %)

Protagonisti gli amici di allora (e di adesso!) Bortolo, Christian (ai tempi soprannominato Cow-Boy, o come lo scrivevano i ragazzi del campo Cao-Boi) e Omar, e i compagni di viaggio non più rivisti, Nerone (che non si chiamava Nerone, ma non mi ricordo il nome), Monica e Marcello (quanto sei bello…).

Lo riporto così come era scritto, da un ventenne un po’ idiota e sgrammaticato!

Buona Lettura!

Italia – Slovenia (ce l’hai senza ritorno!)

11/4
Si parte! Il Cow-Boy, si è fatto aspettare 15 minuti, Nerone, invece, solo 30, così siamo partiti alle 16:00 da Bergamo.

12/4
Resoconto del viaggio di ieri…
Bergamo – Tarvisio: niente da segnalare…
Frontiera Italia – Austria: tutto bene, passiamo senza problemi
Klagenfurt: circa 10 km prima di questa città, Nerone si accorge di essere a corto di NASTA, procediamo a 2 km/h. Giungiamo ad un benzinaio chiuso. Nerone si ferma e vanno con la macchina di Omar da un benzinaio krucco che non vuole le lire, vanno da un altro che le prende ma ha un cambio “particolare”.
Dopo 1 ora circa per il rifornimento ripartiamo.
Frontiera Austria – Slovenia: La Monica non ha la carta verde per la sua macchina: lo sloveno fa 10000 questioni perchè non sa compilare il modulo per sostituirla; telefona ovunque e dopo circa 50 minuti ci lascia con una multa di tanti soldi…
Però dopo, dai finanzieri, ci perquisiscono la macchina (non quella di Omar, quella di Nerone) e gli trovano i due computer che sta trasportando per lasciarli al campo. Risultato: i computer li tengono gli sloveni, se li rivolete, PAGARE!
Bortolo pensa: telefoniamo all’hotel; risponde il fax – a monte (è circa mezzanotte e mezza)…

Ripartiamo, e dopo dieci minuti la policija ferma Nerone facendoci perdere altri dieci minuti.

All’1:30 giungiamo finalmente a Maribor; il sito è grande, e l’hotel non si trova; giriamo circa un ora, depistati da vari passanti che non sono d’accordo sulle indicazioni.
Alla fine prendiamo due in camporella che ci conducono all’ “hotel”: CHIUSO.

Suoniamo e risuoniamo: tutto tace.
Nel frattempo a Nerone si è rotto il finestrino destro, o meglio, il motorino del finestrino.
Risultato: fa un po’ freddo nella sua macchina.

Decisione: andiamo in centro in un “bar” a tirare mattina. NON CE N’E’ UNO APERTO!!

Torniamo all’hotel e qui DECISIONE ATROCE: dormiamo in macchina!
Ore 2:30: Buona nottem anzi LAKU NOC!!

12/4 Mattino

Dopo una “stupenda” dormita, ci alziamo alle 7:00 circa; Bortolo scende dall’auto con un urlo barbarico e parte di corsa per sgranchirsi le gambe. Tutti lo guardano malissimo, ma lui non si scompone.
Arriva un tipo in auto che ci dice che sta aspettando 7 italiani (NOI) che non arrivano; fatte le dovute presentazioni ci dice che abbiamo sbagliato campanello: se suonavamo l’altro, rispondevano. reprimiamo la tentazione di picchiarlo e prendiamo posto nelle camere.

Io e Cristian (Cow-Boy) tentiamo di alzare il finestrino rotto: Marcello ci ha dormito di fianco ed ha una gamba congelata tipo Findus. Dopo aver smontato tutta la portiera troviamo un filo staccato. Contatto: era lui il vile, il finestrino viene chiuso e “siliconato” e si arrangerà poi l’elettrauto.

Alle 8:30 facciamo colazione e poi andiamo al luogo dell’appuntamento: il “Grande Incrocio” con la pompa di benzina (già visto durante le nostre peregrinazioni notturne), sperando sia quello giusto! Facciamo il pieno e attendiamo Moiza e Goldrake (i nostri contatti). Inganniamo il tempo facendo due tiri a pallavolo.
Alle 9.30 circa ci si avvicina una donna e ci spiega che lei è l’assistente sociale del campo (Alika?) e che Moiza arriva alle 10:00; da un breve dialogo apprendiamo che:

  • nel campo ci sono un sacco di profughi (circa 700)
  • il direttore è un tedescone rompiscatole
  • W l’Italia!

Alle 10:10 arriva Moiza, andiamo al campo, e incontriamo il direttore (che sembra meglio di come l’ha descritto l’assistente sociale) e abbiamo una lnga discussione con lei (Alika? Alikeroika? Boh).

Conosciamo alcune ragazze che la aiutano con i bambini: Aida (!), sua sorella che non mi ricordo il nome e Saniela. ci mostrano l’ASILO, una stanza in una cantina (con odore di, come dire? urea putrefatta) e conosciamo anche una tusa che sarà l’interprete (e che ha un nome impronunciabile).
Notiamo inoltre che l’assistente sociale è molto amata dai bambini e che c’è anche un dottore (anzi dottoressa).
Moiza e Goldrake si congedano. Andiamo a pranzo: minestrina (eh, ci voleva) e basta.

Torniamo all’hotel per dormire. Invece no, ci mettiamo a giocare a pallavolo, rompiamo un pallone, pensiamo ad alcuni giochi da fare con i bambini e i ragazzi, facciamo una partitina a ole e a calcio e poi tutti a nanna (dopo una bella doccia).

Fine, il resto non l’ho mai scritto, ma ce ne sarebbero state da raccontare: gli agguati di Bortolo fuori dalle porte con un bicchiere d’acqua in mano, le partite di calcio con Cristian in anfibi a spaventare l’avversario, la storta di Omar, costretto al rientro anticipato, il viaggio di ritorno del sottoscritto con Monica e Marcello con tappa a Trieste… per non parlare delle successive spedizioni con camion e camioncini (e delle multe che abbiamo preso!), di Padre Bernard, della pasta scotta, dei talleri, degli “dai, Viso, spàca ol mèla” (spacca il mille), del Crést (quella statua, quante ne ha viste!), del finestrino sopra il bagno (maiali), della Jeep di Viso, della neve, delle uscite notturne, dei rientri mattutini, e del capodanno passato in piazza…

Ah, queste foto non sono del primo viaggio, appena trovo quelle vere, le metto su!

Che ricordi ragazzi, e che esperienze, toccanti e forti, che sicuramente hanno segnato (in modo più o meno profondo) tutti quelli che si sono avvicendati nelle stanze di Padre Bernard (eh, si, solo la prima spedizione è stata in albergo).
Adesso basta, che se no piango sul serio!

3 thoughts on “[Dal passato] Il primo viaggio in Slovenia – 1994

  1. che ricordi….e ti do ragione…”hanno segnato (in modo più o meno profondo) tutti quelli che si sono avvicendati nelle stanze di Padre Bernard “.
    Bel post!
    Baci Africani!
    N.

  2. Già… quanti ricordi!!!!
    Bello, si creava sempre un armonia di gruppo incredibile….
    Uno dei miei ricordi più significativi, fra i tanti, rimane una piccola bimba del campo con la quale c’era un’intesa strepitosa: io le parlavo in bergamasco e lei mi rispondeva in croato (credo)… E’ pazzesco, ma noi ci si capiva davvero….
    E poi quelle leccornie inaffrontabili che per non offendere la loro ospitalità eravamo costretti ad ingurgitare???
    E il caffè, che il primo ti fotteva sempre e bevevi il fondo???
    E consegnare i pacchi in ogni stanza e vedere gli occhi lucidi di riconoscenza, stanchezza e tanta, tanta tristezza… e forse un po’ di speranza….
    grazie Igor, è stato bello ricordare quei momenti che sì… ci hanno tutti un po’ segnato
    besos
    Chicca

  3. il caffè… l’avevo rimosso! che roba, imbevibile!
    Grazie Chicca per il passaggio e il commento!
    Fa piacere sapere che non sono il solo a ricordare i tempi andati.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...