Nè il giorno nè l’ora

Vegliate dunque, perché non sapete in quale giorno il Signore vostro verrà.
Matteo 24, 42

Pubblico la lettera ricevuta da Don Massimo, missionario in Costa d’Avorio, che racconta una delle tante storie di dolore e tristezza ma anche di speranza, che succedono nelle sue missioni.S. Natale

Non è una storia a lieto fine, non è un telefilm: è un pugno nello stomaco, è una storia di vita vera, di miseria e di disperazione ma anche di speranza e di carità.

Se siete ancora sazi dai vari pranzi di Natale non leggetela. Fatelo quando avrete il cuore aperto e la mente libera, altrimenti vi rimarrà indigesta, vi farà star male.

La pubblico senza commenti, come fa Don Massimo: ognuno saprà trarne la morale che preferisce.

Buon Natale!

Ciao Bortolo e ciao al gruppo dei clown. Come state?
Spero tutto bene. Anch’io sto bene…anche se il caldo inizia a rifarsi sentire… mentre so che voi siete al freddo. (voi invidierete me e io invidio voi).
Giusti per farvi gli auguri di buon natale e felice anno nuovo…e ringraziarvi sempre per la vostra amicizia e disponibilità.
i miei auguri passino attraverso la storia di Rose.

Rose è una bambina di 4/5 anni. L’ultima domenica di settembre mi trovo in uno dei miei villaggi (Bangoua a 50 km dalla Missione). Dopo aver confessato, fatto la messa e portato la comunione agli ammalati, davanti alla chiesa dove ci troviamo con i catechisti per una piccola chiacchierata e per poi pranzare insieme, si presenta una coppia giovane con una bimba tra le braccia. Piange e quando mi avvicino il suo pianto si fa ancora più intenso (eh si non sempre i “bianchi” son ben accetti soprattutto se li si vede per la prima volta).

I genitori, nel dialetto del posto che mi viene prontamente tradotto dal catechista, mi chiedono una benedizione per la bimba perché è ammalata e non sanno più cosa fare. Cerco di farmi spiegare cosa abbia. Mi viene raccontato che dai primi giorni di settembre ha iniziato con la febbre e questa febbre non passava. Così i genitori si sono rivolti ai guaritori del posto (gente che conosce qualche medicamento naturale) e ad un profeta (gente che fa miracoli…sempre a pagamento) e poi al dispensario del villaggio (è giusto un infermiere con qualche conoscenza medica e scarsità di materiale medico-sanitario). Il risultato ottenuto dopo più di 20 giorni non era per niente positivo, Rose non era migliorata e da bimba sana qual’era (camminava, saltava, cantava, giocava e parlava) ora era completamente paralizzata, gli arti rigidissimi e al di là del pianto non era nemmeno in grado di parlare.

Così chiedono la mia benedizione nella speranza di una guarigione miracolosa. Prendo la parola dicendo che oltre alla mia preghiera, la mia benedizione consiste nel portare la bimba presso il dispensario delle suore e verificare quale sia la malattia e assicurarli che eventuali spese sanitarie me le assumo io (purtroppo è gente che non ha molti soldi e quei pochi che aveva li ha mangiati dandoli ai guaritori e profeti).

Nel pomeriggio scendono in macchina con me. Le suore visto la situazione della bimba decidono di ricoverarla all’ospedale generale. Anche qui i risultati sono scarsi: tanti esami e una lista di medicinali lunga 2 pagine che potrebbero servire a curare 3 0 4 persone (è buona abitudine far comprare i medicinali in più e tutti quelli che avanzano se li tengono dottori ed infermieri che li rivendono). Dopo qualche giorno l’unica spiegazione che esce sembra che a causa di un forte attacco di malaria la troppa febbre abbia portato a delle convulsioni e probabilmente leso il cervello.

Con questa diagnosi affidiamo la bimba alle altre suore che gestiscono la fisioterapia, sperando che con qualche esercizio possa riprendere almeno qualche movimento.

Passa così un mese e mezzo (fino al 20 novembre) al centro di fisioterapia ma progressi non ce ne sono. Così ricordandoci che in capitale c’era in quei giorni una donna italiana tecnico degli elettroencefalogrammi abbiamo inviato la bimba accompagnata dal papà a fare questo esame. Risultato: epilessia in uno stato grave che tocca i due emisferi del cervello (scusate non conosco molto la terminologia medica).

In poche parole la situazione della bimba era dovuta al fatto che ormai da quasi tre mesi la bimba aveva crisi di epilessia constanti e continue. È un miracolo che sia ancora viva, perche con queste crisi basta poco per restare soffocati dal cibo.

Ora Rose è ritornata presso il dispensario delle suore, (non è bello a dirsi ma non mi fidavo a lasciare la bimba all’ospedale generale, dove sembrano più preoccupati di guadagnare che curare) dove abbiamo iniziato un trattamento per cercare di fermare le crisi, e allo stesso tempo nutrirla perché purtroppo faticava a mangiare e spesso vomitava.

Dopo qualche giorno sembra che la situazione sia in via di miglioramento. Certo è molto presto per dire se potrà recuperare o se ormai il cervello è leso. Si sa che con una buona cura potremo controllare le crisi di epilessia. Ora appena si sarà un po’ ristabilita faremo la TAC e poi cercheremo un neurologo nella speranza di trovare una buona soluzione.

Avvicinandosi il Natale di Gesù non posso, di fronte a queste situazioni interrogarmi… e vedere in Rose, Gesù. E se questa bimba fosse Gesù? E questa è solo una situazione che per caso ho conosciuto e visto… ma quante altre ce ne sono? Quante non vengono conosciute e ahimè tenute nascoste.

Perché i bambini devono sempre pagare il prezzo più alto?

Non voglio fare nessuna morale ma solo condividere la mia esperienza e pregare con voi il Signore che mi aiuti a tenere gli occhi aperti e un cuore disponibile e attento a queste situazioni quotidiane… per evitare di farci l’abitudine e il callo rassegnandosi e dicendo: “non si può arrivare dappertutto”.

ciao ciao
e tanti auguri

donmassy

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