Le mirabolanti avventure di Tordello e Mangiaccione

Questi sono i nomi dei due personaggi delle storie che racconto spesso a mio figlio.

Sono nati per caso una sera che lui insisteva “dai papà raccontami una storia, dai, dai, dai dai daidaidaidai”

E così da un paio d’anni le storie iniziano così:

C’erano una volta, in un castello, due cavalieri che si chiamavano Tordello e Mangiaccione. Tordello era aaaaalto, maaaaaagro, seeeeeeeecco, ma era simpatico e ottimista. Mangiaccione era graaaasso, grooooosso, cicciooooooone, ed era sempre un po’ triste e arrabbiato.
Tutti e due avevano un cavallo. Quello di Tordello era come lui: aaaaalto, maaaaaagro, seeeeeeeecco. E anche quello di Mangiaccione era come lui: graaaasso, grooooosso, cicciooooooone.
Una mattina il Re li chiamò e disse loro…

e da qui la storia diventa una battaglia contro i draghi, o una caccia al cinghiale, o la raccolta delle carote, dei cavoli o un indagine su un fantasma che terrorizza il villaggio, o una missione per accompagnare una principessa al castello…

Mia moglie dice che dovevo scriverle o registrarle perché sono bellissime… magari ha ragione, Gabriele si diverte tantissimo e ride sempre alle descrizioni dei due “prodi cavalieri”.

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Un pensiero su “Le mirabolanti avventure di Tordello e Mangiaccione

  1. Gianni Rodari – La grammatica della fantasia.
    Fagli continuare le storie a lui, spesso e volentieri escono cose assolutamente esilaranti! 🙂 Io ho scritto quelle che mi dettava lui e oramai Orco Mastar fa parte della famiglia 😉

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