Philip Pullman

“Nessuno ha il diritto di vivere senza essere scioccato.
Nessuno ha il diritto di passare la propria vita senza essere offeso.
Nessuno è obbligato a leggere questo libro.
Nessuno è costretto a prenderlo in mano.
Nessuno è tenuto ad aprirlo.
E se lo aprono e lo leggono, non sono tenuti a farselo piacere.
E se lo leggete e non vi piace, non siete obbligati a tacere in proposito.
Potete scrivermi, potete lamentarvi, potete scrivere all’editore, potete mandare lettere ai giornali, potete scrivere un vostro libro.
Potete fare tutte queste cose, ma i vostri diritti si esauriscono lì.
Nessuno ha il diritto di impedirmi di scrivere questo libro.
Nessuno ha il diritto di impedire che sia pubblicato o venduto o comprato o letto.
Non ho altro da dire in proposito.”

In altre parole, se quello che dico ti da fastidio, puoi lamentarti, ma non puoi impedirmi di dirlo.
Si chiama libertà di opinione.
Il suo opposto è la censura.

Assolutamente da leggere (e io non l’ho ancora fatto, ma è nella top ten dei libri da leggere)  il suo libro “Il buon Gesù e il cattivo Cristo” (orribile traduzione del titolo originale “The good man Jesus and the scoundrel Christ” dove ‘scoundrel’ ha il significato di briccone, birbone, che rende molto meglio l’idea), soprattutto se siete fondamentalisti di una posizione atea o credente: ci sono dentro un sacco di riflessioni per entrambi, e un po’ di rospi da mandare giù!

Philip Pullman
Il buon Gesù e il cattivo Cristo

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2 thoughts on “Philip Pullman

  1. Ma non è quello della Bussola d’oro? Adesso mi documento 🙂
    C’è da dire che sfondi una porta aperta, in questo periodo sto perdendo tempo con teologi come Mancuso (“Rifondazione di una fede”) e Matthew Fox (“Original Blessing”), con il risultato di ridomandarmi se ha senso seguire il magistero senza domande o se è giusto seguire le proprie logiche, anche e soprattutto quando non combaciano con il magistero (che per altro ha l’enorme forza della SOLA tradizione dalla sua).
    Nel frattempo leggo blog cristiani con il risultato di aver capito che è insito nell’uomo cercare di creare la propria Chiesa (relativismo) in contrasto con l’altro sentimento di seguire acriticamente qualsiasi contraddizione da essa insegnata (fondamentalismo).
    Insomma… un bel casino. 🙂

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