60 anni e non sentirli

A gentleman will walk but never run

Anzi, quasi 61.

Il “diversamente giovane” Sting, nonostante l’età è ancora in forma.

Martedi sera, 10 luglio, siamo andati a Piazzola sul Brenta per il suo concerto, unica data del tour 2012 nel nord Italia.

415 km e un cinema a colori per lasciare i bambini ai miei cognati, ma ne è valsa la pena!

Posto fantastico: una mega villa, con un parco grandissimo e una facciata di tutto rispetto. Tutto il paese chiuso e i parcheggi organizzatissimi (a me sembrava tanto 5 euro per il parcheggio, ma mi hanno detto che per i concerti altrove se ne pagano anche 15), vie di ingresso e di uscita presidiate da volontari e vigili.

Insomma un ottima organizzazione.

E anche il concerto è stato grandiosamente all’altezza!

Dopo il tour dello scorso anno con l’orchestra e le canzoni riarrangiate di “Symphonicity”, Sting riprende in mano il basso e torna con i suoi vecchi compari: il fedele chitarrista Dominic Miller, il tastierista David Sancious (fino al 1974 membro dell’E Steet Band di Bruce Springsteen), Vinnie Colaiuta presentato da Sting come “Vincenzo Pietro” il migliore batterista del mondo (ha suonato con Frank Zappa, Jeff Beck, Herbie Hancock e pure con Elio e le storie tese), il violinista Peter Tickell (cattivissimo e furioso il suo assolo nel finale di “Love is stronger than justice”) e la “bella cantante” Jo Lawry.

Una scaletta forse un po’ ruffiana: brani stranoti sia di Sting che dei Police, ma riarrangiati e suonati con grinta, da tutta la band.
Splendido l’arrangiamento di “Desert Rose”, così come quelo di tanti altri brani, e il violino “furioso” non ha fatto rimpiangere il sax soprano degli originali in studio.

Sting parla al pubblico solo in italiano, un po’ stentato a dire la verità, ma si rivolge alla gente sforzandosi di metter insieme le frasi nella nostra lingua, tanto che chiede alle prime file come si dice “little fox”: le signore li sedute sbagliano traducendo in “volpino” quello che dovrebbe essere tradotto come “cucciolo di volpe”, forse perché distratte dalla maglietta attillata di Sting (avercelo un fisico così a 60 anni!).

Poi strappa una risata indicando la Villa Contarini e dicendo: “Bella questa casa, ma la mia è più bella!”, riferendosi alla sua casa nel Wiltshire protagonista del brano “Fields of gold”.

Noi eravamo qui!

E, come scritto sul Corriere on line,

Forse Sting è un mago. Di quelli che riescono perfino ad evocare la pioggia. Di quelli che fanno cadere qualche goccia da un cielo quasi terso durante l’ultimo bis di un concerto stellare, esattamente quando la canzone, “Fragile”, recita “On and on the rain will fall like tears from a star”.

Un mago capace di incantare le diecimila persone presenti.
Persino il sottoscritto, tanto che al ritorno ho anche sbagliato strada… benedetto sia il navigatore!

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3 pensieri su “60 anni e non sentirli

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