le frasi più odiose dei colleghi

Nel mio lavoro di “supporto informatico” (o ICT Staff, come sta scritto sulla porta dell’ufficio mia scrivania) mi capita quasi tutti i giorni di sentire delle frasi odiose dette dai colleghi che di tale supporto necessitano, o assistere ai loro comportamenti sconclusionati a danno della tecnologia (ne avevo già fatto un post in passato).

A seguire un campionario vario ed eventuale aggiornato agli ultimi accadimenti di questi giorni:

  • “E’ una cosa da 5 minuti” [per te che fai un altro lavoro…infatti io ho studiato 5 anni all’Università per fare lavoretti da 5 minuti]
  • “Non va niente” [tipico esordio di una telefonata di richiesta di assistenza, salvo poi scoprire che non va il pulsante “Salva” in un programma dove se non hai modificato nulla, non puoi salvare…]
  • Quando il puntatore del mouse si blocca, prendono il mouse e lo picchiano sulla scrivania [non è un ingranaggio che con una botta si sblocca]
  • “Adesso ti spiego” [cioè tu vuoi spiegarmi qualcosa che riguarda il MIO lavoro? Perchè allora io sono nell’ufficio IT e tu no?]
  • UTENTE: “io vorrei fare questa cosa”
    ME: “non si può”
    UTENTE: “no, aspetta, non hai capito” [quale parte di “non si può” non hai capito TU?]

Come bonus vi lascio con una storiella sentita tanti anni fa, e che ho ritrovato qui (si applica benissimo al punto 1 della mia lista):

C’era una volta una grande fabbrica che fatturava tanti soldi e nel quale lavorava da tanti anni un anziano dipendente, che l’aveva vista crescere. Non sappiamo cosa producesse la nostra fabbrica, ma le sue complesse macchine dovevano girare sempre al massimo e il compito del nostro uomo era proprio di mantenerle sempre al top dell’efficienza.
Un giorno il proprietario della fabbrica decise che era l’ora di fare un salto di qualità e affidò la manutenzione dei propri macchinari ad una grande ditta specializzata, licenziando l’anziano dipendente.

Convinto che tutta la fabbrica avrebbe lavorato a maggior regime, l’imprenditore ci rimase molto male quando improvvisamente la macchina centrale per tutta la produzione si guastò.

La grande ditta di manutenzione inviò una equipe di tecnici attrezzatissimi, che però non riuscivano in alcun modo a far ripartire il macchinario. E la fabbrica perdeva milioni per ogni giorno in cui la produzione era ferma.

Vista la situazione il proprietario della fabbrica decise allora di provare a richiamare l’ex-dipendente, che nel frattempo si era messo in proprio. Al nostro tecnico non parve il vero di tornare nella sua vecchia fabbrica. Sotto gli occhi dell’imprenditore esaminò la macchina bloccata, guardò quali spie si erano accese, ascoltò il rumore che faceva quando cercava di attivarla. Poi prese un grosso martello e diede un unico colpo secco sopra una valvola. La macchina improvvisamente ripartì a pieni giri !

Immaginabile la felicità del proprietario e la soddisfazione del tecnico, che a quel punto emise la fattura relativa all’intervento. “Riparazione guasto macchina centrale: 10000 euro”. L’imprenditore guardò la nota spese con un po’ di sconcerto: ammontava quasi a quanto pagava prima un anno di stipendio del proprio ex-dipendente ! Dopotutto aveva solo dato una martellata e aveva risolto tutto in 10 minuti: gli chiese allora di giustificare la spesa. L’esperto tecnico rifece allora la propria fattura “Intervento e martellata alla macchina centrale – 10 euro. Sapere dove dare la martellata – 9990 euro”.

4 thoughts on “le frasi più odiose dei colleghi

  1. Sì, sì…il tuo è uno di quei lavori nel quali ognuno pensa di poter dire la sua…mi viene in mente un mio collega, che con la stampante staccata dalla corrente pretendeva che partisse comunque🙂
    La storiellina finale è fantastica!
    Bellissimo post, Igor, a presto!

    • Non è solo la questione che ognuno voglia dire la sua, quello ci può anche stare, ma la presunzione di avere ragione “a prescindere” e che quello che dico io si possa bellamente ignorare… tanto cosa ci vuole? Una query da 5 minuti!

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