Leggere libri

Non è una novità che in Italia si legga poco. Anche secondo l’ISTAT nel 2011 si è letto meno che nel 2010, e soprattutto nella fascia d’età della scula dell’obbligo.

Ma come fare a incentivare la lettura negli adulti? Che diamine, con qualche spot televisivo!

Per esempio questo:

o questo

Ok è un inizio.

Ma guardate all’estero come pubblicizzano la lettura, con spot o campagne sui giornali…

La prima è di “Indigo love of reading foundation” (fondazione Canadese che regala libri alle scuole elementari che ne hanno bisogno) e parla di lettura infantile. Il video è in inglese, ma bastano gli sguardi per capire:

Canadese anche il video virale, prodotto per essere condiviso sul web, che mostra cosa succede in una libreria di notte:

Oppure quelli della serissima Library of congress di Washington, rivolti ai bambini col motto “Esplora nuovi mondi. Leggi”:

O quello di una libreria di Tel Aviv:

face a book [potremmo tradurlo come “affronta un libro”] “Disconnettiti per un po’. Leggi un libro”
E ce ne sono mille mila altri.

Forse noi non abbiamo pubblicitari e creativi all’altezza? Non credo che il problema sia dei creativi… ma di un altra categoria di persone.

Vi lascio con le parole di Annamaria Testa:

E voi, se vi capita, diteglielo, alla presidenza del consiglio dei ministri, dipartimento per l’informazione e l’editoria, che prima o poi dovremmo riuscire anche in questo paese a parlar di libri in modo decente. Sperando, ovvio, che alfabetizzato e decente sia anche il prossimo governo.

6 thoughts on “Leggere libri

  1. Non saprei dire se la soluzione, per incentivare la lettura tra la popolazione adulta in Italia, risieda nell’attività promozionale di uno spot pubblicitario, seppure ben confezionato…
    Non foss’altro perché la lettura implica una dimensione culturale molto diversa dai media visivi (chiamiamoli così), con l’uso di linguaggi e forme comunicative decisamente differenti e spesso niente affatto complementari.
    Ci sarebbe poi da considerare il fatto che il nostro è un Paese che presenta inquietanti fenomeni di analfabetismo di ritorno, dove oltre un 1/3 della popolazione sembra avere serie difficoltà nella comprensione di un testo scritto, insieme a preoccupanti deficit logico-cognitivi.
    Personalmente, credo che certe passioni, come lo sport, vadano instillate sin da piccoli, con dedizione ed allenamento costante… Una volta acquisite, le buone abitudini permangano per tutta la vita.
    Un buon pubblicitario, un politico lungimirante, possono incentivare determinati stimoli e soprattutto mettere a disposizione risorse fondamentali. Tuttavia, l’opera maggiore spetta ad un buon sistema di istruzione ed a una sensibilizzazione costante delle famiglie.
    In tal senso, uno spot può produrre germogli in un terreno già fertile, e magari opportunamente seminato. Difficilmente può attecchire dove regna il deserto culturale.
    Ma ovviamente posso sbagliare.

    • Hai centrato quello che intendevo: nel deserto culturale uno spot arido non serve a nulla.
      Uno spot accattivante, con un po’ di “concime” dentro probabilmente lascia il tempo che trova, ma ha sicuramente più probabilità di attecchire.
      Non ho la capacità né la competenza di valutare il livello di penetrazione di un tale spot, il motore vero della “passione” per la lettura non può essere nella TV.
      Sul discorso istruzione sfondi una porta aperta… potremmo fare un discorso analogo con materie scientifiche e umanistiche…

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