Il tutto e il niente

Ripesco dal passato questo mio scritto pubblicato su “Cresciuto in Oratorio”.

Credevo di averlo postato sul blog, invece non l’ho più trovato… evidentemente ho solo pensato di farlo…

RACCONTO: Il “tutto e niente” di Igor Brusetti

In Oratorio non ho imparato nulla, ma ho imparato tutto.

Non sapevo suonare la chitarra, e non ho mai imparato, però mi sono appassionato alla musica e ho iniziato a suonare la tromba nella banda.

Non sapevo cantare, e non so cantare nemmeno adesso, ma ho fatto un sacco di recital, musical, canzoni coi bambini, sul pullman e sul palco.

Non sapevo recitare, ma mi hanno fatto calcare spesso il palcoscenico, da Giona nella balena a Giuseppe con Maria e il nastro isolante, e le operette, i recital con gli adolescenti.

Non sapevo cosa fosse un mixer, ma mi ci hanno messo dietro spesso, che fosse quello delle luci, dei microfoni, che fosse un occhio di bue o una macchina del fumo.

Non sapevo ridere, mi vergognavo ad esibirmi, ma con un corso di clownerie, son 30 anni che con gli amici di allora portiamo qualche sorriso in giro per palchi, feste e Oratori.

Non ho imparato niente, ma mi hanno insegnato a stare al mondo, a sopportare, a fare senza preoccuparsi troppo di chi guarda e critica, a donare senza aspettarmi niente in cambio, a dire le cose con chiarezza, a mandare giù certe volte, e a urlare certe altre.

Ho imparato tanto… e forse anche insegnato qualcosa.

Roma – Parre. No, voi non siete normali…

Sta ormai diventando tradizionale l’appuntamento, in occasione dell’apertura dell’anno catechistico, con la staffetta podistica non-stop lungo l’Italia.
Due anni fa Torino, nel 2012 Assisi e quest’anno da Roma a Parre.
Visto che si parte da Roma, chiediamo anche udienza al Papa, che accetta di ricevere un nostro rappresentante e accendere la fiamma che, simbolicamente, porteremo dalla capitale attraverso 690 km di Lazio, Toscana, Emilia e Lombardia.
La nostra comitiva comprende quasi 60 persone: 35 corridori, 10 autisti, 9 “logistici” (quelli che lavorano di più: cucinano, apparecchiano sparecchiano, lavano, affettano, riempiono bicchieri e svuotano bottiglie, non dormono mai e devono semrpe fare la spesa). Il tutto su 6 pullmini e un “mezzo pesante” per il trasporto di tavoli, panche, fornelli e cibarie.
Alla comitiva si è aggregato anche un romano de roma: Paolo si è fatto contagiare dal nostro entusiasmo e dopo che gli abbiamo spiegato in cosa consisteva la staffetta, è andato a provare il percorso per l’uscita da Piazza S. Pietro verso nord-ovest di Roma, e sulle ali dell’entusiasmo si è aggregato al pullmino A per arrivare a Parre con la staffetta.
La partenza è scaglionata: chi può raggiunge Roma già martedì in giornata, altri partono martedi sera per viaggiare tutta la notte e raggiungere Roma prima dell’alba.
Oltre alla staffetta, anche due pullman e un po’ di altre persone in treno e in aereo raggiungono Roma per partecipare all’udienza e dare il via alla staffetta.

Arriviamo a Roma attorno alle 4 di mattina, e la vista del cupolone e di Piazza S. Pietro deserta e illuminata è davvero mozzafiato.
Poche ore dopo la piazza sarà gremita, e dovremo ritagliarci uno spazio attorno all’obelisco per poter assistere all’udienza, assieme ad altri 80.000…
William raggiunge il suo posto privilegiato a fianco dell’altare su cui siede Papa Francesco, che al termine della celebrazione accenderà la fiamma che alimenta la nostra corsa (ma… l’accendino ce l’hai?).
Verso le 13 la fiaccola ci raggiunge, foto di rito e partenza della staffetta. Giandomenico, accompagnato dalla sua guida romana Simonetta, si avvia per il primo tratto attraverso il Vaticano, Monte Mario e la periferia di Roma, mentre il pullmino A è un po’ in ritardo per raggiungere la prima zona di cambio, attardato a fare le ultime foto, e riuscendo anche a farsi cacciare da Piazza S. Pietro dai carabinieri…
A causa del traffico e di un incidente, arriviamo all’appuntamento in ritardo: i due corridori sono già sul posto da 20 minuti! In fretta salutiamo Simonetta, e Paolo parte col testimone per il secondo tratto.
Raggiungiamo il lago di Bracciano e a causa di qualche LIEVE salitella, accumuliamo altro ritardo, arrivando al primo cambio pullmino un ora più tardi del previsto.
Anche al pullmino B capita qualche disavventura, complice il navigatore non aggiornatissimo e una strada sterrata, perdono un po’ di tempo e un corridore (il povero Danilo), per poi recuperarlo grazie all’aiuto di un “locale” che gli presta il cellulare (chissà cosa ha pensato questo qui vedendo arrivare un omone sudato, ansimante, con un baculum in mano che gli chiede in prestito il cellulare…).
Nonostante tuttoe riusciamo a fare una bella doccia, e una discreta dormita.
Al mattino ripartiamo carichi, abbiamo un po’ di strada da fare in pullmino e il cambio dal pullmino E arriva con il ritardo accumulato il giorno prima immutato… e manca ancora la scalata degli Appennini.
Il grande navigatore – vice autista Stefano tira fuori le sue doti da coach, e stila la tabella con i tempi teorici di passaggio ogni 5 km, con l’obiettivo di recuperare una decina di minuti sul tempo perso il giorno prima.
Al grido di “Abbiamo iniziato noi in ritardo, iniziamo noi la rimonta” si parte, con un passo aggressivo, più del primo giorno e con pochi problemi tranne un piccolo tentennamento del navigatore attorno a Certaldo, che stavolta non ci frega.
Grazie al coach, i nostri 10 minuti li abbiamo recuperati!
Parte la scalata all’Appennino del pullmino B, che cambia tattica e recupera ancora minuti su minuti, mentre in discesa il pullmino C recupera tutto il ritardo, tanto da arrivare in vantaggio di qualche minuto al cambio e costringere il pullmino D a ingurgitare in fretta la cena… e per qualcuno a saltarla!
Nel frattempo siamo arrivati in Emilia, il percorso si fa piatto, i tratti sono più brevi e la staffetta si rilassa.
PaoloooooooooooSi chiacchiera, si scherza, ci si diverte, tanto che il romano Paolo arriva a dire “io non so come avete fatto ad organizzare una cosa così: se corre, se magna, se bbeve, mai un intoppo… ma chi siete?”
L’ultimo nostro tratto inizia di notte, alle 3 in zona Carpi. Risveglio faticoso e breve trasferimento, lungo il quale anche una pattuglia dei carabinieri vuole fare la sua parte e insiste per vedere il “contrassegno assicurativo” che era si esposto ma nascosto.
Ormai chi ci ferma più? C’è buio ma il morale è a mille, partiamo e ci beviamo l’ultimo tratto, alle 7 puntualissimi diamo il cambio al pullmino B e ci dirigiamo a Bagnolo Mella per l’ultima meritatissima doccia.
Ci concediamo un aperitivo in piazza, dove vieniamo guardati per l’ennesima volta come extraterrestri quando spieghiamo cosa stiamo facendo… “700 km di corsa? Voi siete matti! Non siete a posto!”.
SpliiiiiiiiiiitzAbbiamo finito i nostri sforzi, e tra uno splitz e l’incitamento agli staffettisti, un giro tra i vigneti della Franciacorta e la merenda sul lago arriviamo a Sarnico per l’ultimo tratto, che i nostri scalatori fanno con regolarità.
L’arrivo in paese è come sempre mozzafiato: un mare di gente che ci attende, che ci applaude, che aspetta la nostra fiammella, che ha semplicemente il significato di portare da Roma il messaggio di Papa Francesco, perché sia vivo e vissuto tutti i giorni.
La nostra fatica non serve ad altro se non a simboleggiare la fatica quotidiana dell’essere cristiani.
Emozionati e commossi, ci schieriamo di fianco al braciere, e anche William che racconta il momento dell’incontro con Papa Francesco ha la voce rotta dall’emozione.

E adesso si riposa e si medita all’anno prossimo… e se ci sarà un altra staffetta, faremo scrivere sulle magliette il motto:
“NON SIAMO A POSTO! E NE SIAMO FIERI!”

Roma – Parre (BG) – Staffetta attraverso l’Italia

Anche quest’anno si ripropone la STAFFETTA ATTRAVERSO L’ITALIA

Quando   : 25-26-27 Settembre 2013
Partenza : ROMA ore 13:00 del 25 settembre
Arrivo     : PARRE (BG) ore 21:30 circa del 27 settembre
Chilometri: 688 in 56 ore (più o meno a 4’45” al km)

La CAROVANA è al completo

  • 5 pulmini composti da 35 corridori e 10 autisti
  • 9 persone che ci seguiranno con 2 furgoni per la logistica
  • 3 persone per assistenza medica

Il PERCORSO è disegnato

Roma-Parre
In blu il nostro percorso

Adesso bisogna solo correrla!

Roma Parre - Altimetria
Roma Parre – Altimetria

ATTENZIONE!!!
La notizia che tutti stavamo aspettando è arrivata.
Papa Francesco accenderà la nostra fiaccola!

Se passiamo dalle vostre parti (a un orario decente…) venite a incitarci,
a fare un pezzo di corsa con noi o a tirarci una secchiata d’acqua!

Aggiornamenti in tempo quasi reale qui:
http://www.facebook.com/assisi.parre

Edizione 2012: Assisi – Parre (BG)Il dopo staffetta

Edizione 2011: Torino – Parre (BG)Il dopo staffetta

Il motore del mondo – pensieri e parole

Pensieri, parole, immagini e sensazioni raccolte qua e la…

Ho ancora in bocca il sapore buono che quest’esperienza mi ha lasciato. Un Grazie grosso così a chi ha speso tempo e energie per realizzare un vero e proprio spettacolo!!! 🙂

E divertirsi a guardare le espressioni di chi domenica non c’era, per godersi lo stupore di una prima visione.

Dire grazie non basta ancora una volta! Siete i migliori ed è stata un’esperienza fantastica che porterò sempre nel cuore e grazie alla quale si sono consolidati rapporti già esistenti e se ne sono creati di nuovi ♥(‘:
Insomma: sempre più convinta di essere fortunata a vivere in questo paese che, seppur piccolo, fa sempre le cose in grande

Potremmo quasi permetterci il Creberg 😉 …

Il prima, il durante, il dopo… tantissime emozioni, tanta fatica, tante amicizie che si riallacciano, tante nuove conoscenze che nascono… l’insospettato talento di chi conosci da una vita, la conferma della bravura di tantissimi altri… e poi comincia a scattare la malinconia: non ci vedremo più tutte le settimane tutti assieme…

Queste sono le belle emozioni che servono al cuore…motore del nostro corpo…grazie al MOTORE DEL MONDO! GRAZIE!!!

ma quello che fa il padre è un attore, sì dai, è troppo bravo!
ma quello è Bortolo!!!! E hai detto tutto.

..Se ci crederai,se ti impegnerai, se l’amore dai, tu sei il motore del mondo!!..

Adesso io le mie domeniche sera come le passerò adesso?!?!:’) FANTASTICO!!! Lo ammetto mi dispiace che é già finito!!

E’ un’esperienza bella, gioiosa, impegnativa che accompagnerà don Luca ma anche ciascuno di noi. Un grazie a tutti anche per l’accoglienza di chi pur non essendo di Parre si è sentito accolto e valorizzato per quello che ha potuto portare. Un grazie particolare anche ai più giovani che ci hanno mostrato che le diversità di età non impediscono di collaborare ed entusiasmarsi insieme. Un momento di vera chiesa dove l’interparrocchialità ha mostrato uno dei suoi lati migliori. Un augurio a tutti di poter continuare.

É stata un’esperienza fantastica che mi resterà per tutta la vita!!!!:’) mi sono sentita in una grande famiglia grazie a tutti di questo spettacolo favoloso!!!!:’)

Assisi – Parre: sani e salvi!

Quelli che leggono il cartello “staffetta Assisi – Parre” si chiederanno “Ma dov’è Assisi?”

Breve resoconto della Assisi – Parre.

La staffetta è andata benissimo: organizzatissimi, con camioncino logistico che appena arrivava ai punti “ristoro” tirava giù panchine, tavoli, fornelli e preparava pasta, panini e frutta per tutti… non per niente c’era il mio papà a fare il cuoco!
Ho corso bene: sulla carta erano 30 km ciascuno, da giovedì pomeriggio a sabato alle 19, divisi in 3 tratti da 10, non pensavo di andare così bene, credevo avrei patito di più… anche se in realtà alla fine i miei chilometri corsi sono stati circa 22.
Alla partenza abbiamo ricevuto la benedizione da un frate francescano sulla tomba di S. Francesco, all’arrivo c’era tantissima gente ad aspettarci.
Correre di notte, da solo, con le rane che gracidano e i gatti che ti attraversano la strada facendoti spaventare è una sensazione indescrivibile.
L’alba di venerdì mattina sull’adriatico, correre sul lungomare da Gabicce fino a Cesenatico con il mondo che si risveglia: roba forte!
E poi risate sul pulmino mentre aspetti il tuo turno, i piccoli inconvenienti (ci saranno le docce dove arriviamo? boh!) che quando sei stanco e hai dormito poco diventano enormi (“io non guido più”)… impagabile.

E checché ne dica il Giuly, il tramonto ha il suo perché (soprattutto perché la foto dell’alba non è venuta!