Utonti united

Utente: Mi è uscito un errore sul pc!
Io: Quale errore?
Utente: Non lo so, ho cliccato ok.

Quando io sostengo che non serve perdere tempo a scrivere messaggi di errore significativi ho le mie buone ragioni.
E stamattina ne ho avuto 3 conferme indipendenti… la conversazione di cui sopra è accaduta ben tre volte… in sole 4 ore di lavoro è un record…

le frasi più odiose dei colleghi

Nel mio lavoro di “supporto informatico” (o ICT Staff, come sta scritto sulla porta dell’ufficio mia scrivania) mi capita quasi tutti i giorni di sentire delle frasi odiose dette dai colleghi che di tale supporto necessitano, o assistere ai loro comportamenti sconclusionati a danno della tecnologia (ne avevo già fatto un post in passato). Continua a leggere

Le cose che odio

Mi sembrava di aver già fatto un post simile in passato ma non l’ho più trovato, quindi lo riscrivo oggi, alla luce degli ultimi avvenimenti di questi giorni in ufficio.

Odio:

  • quelli che dicono “in buona sostanza”. Cosa significa?
  • quelli che dicono “assolutamente”. Ma assolutamente cosa? Neanche l’Accademia della Crusca ha ancora risolto la diatriba…
  • quelli che ti chiamano al telefono e non dicono neanche chi sono e pretendono che capisci al volo il loro problema. Dimmi almeno chi sei così posso capire di cosa si tratta.
  • quelli che mentre ti parlano si siedono sulla scrivania. Hai presente quelle cose li rosse con cinque rotelle? si chiamano SEDIE: prendine una e usala, prima che io la usi contro di te!
  • quelli che quando ti devono chiedere qualcosa prima ti raccontano tutta la loro vita e poi fanno la domanda. Va bene che mi pagano comunque, ma il dono della sintesi è molto gradito.
  • quelli che entrano in ufficio e ti si mettono alle spalle senza dire niente. Questo è un ufficio, qui si lavora! Non è mica il set di Shining. Non sei obbligato a farmi prendere uno spavento per avere la mia attenzione.
  • quelli che ti telefonano e ti chiedono “sei in ufficio?”. No, mi hanno messo il telefono anche in bagno.
  • quelli che ti telefonano, e se non rispondi vengono in ufficio a vedere se ci sei. No, non ci sono…
  • quelli che ti telefonano dall’ufficio di fianco ma parlano così forte che è come se fossero li.
  • quelli che dall’ufficio di fianco si mettono a urlare per chiamarti. OMBRELLAIOOOOOO!
  • quelli che ti chiedono se hai tempo, e alla risposta “No” ti fanno lo stesso la domanda. E pretendono una risposta. Parafrasando un mito: “Quale parte di ‘No!’ non ti è chiara?”

Colta al volo

Non è una vera storia del supporto, però faceva troppo ridere…

Stamattina entro in portineria di corsa (come al solito) per timbrare e sento questa conversazione tra il portinaio e un misterioso interlocutore telefonico:

P. No, non  c’è Mario… si, è arrivato e ha timbrato… è andato su al corso per gli ASINETTI.

[Immagino volesse dire muletti e spero che stesse scherzando…]

Le storie del Supporto /12 – 10 buoni motivi per non aggiustare il pc agli amici

Non è esattamente una storia perchè non sono cose capitate a me, anche se 8 su 10 dei punti seguenti sono riconducibili a episodi realmente accaduti al sottoscritto, però chi è un minimo smanettone converrà con me che c’è sempre qualcuno che vuole un aiuto informatico “aggratisse”, perché tanto cosa vuoi che sia “pigi due tasti e sistemi tutto”.

Già, ma la fatica fatta per imparare QUALI sono i due tasti GIUSTI non conta nulla?

Se lavori nell’ambiente informatico, avrai sicuramente un tuo gruppo
di persone a cui ti sei ritrovato a fare assistenza, tuo malgrado.
Non ti ricordi come è successo, ma una volta hai montato un
masterizzatore a un amico, hai creato un sito per uno zio, hai
reinstallato il sistema operativo a un tuo ex compagno di scuola,
hai aiutato il figlio del vicino a fare una ricerca su wikipedia…
sempre gratis.
Tu te ne sei scordato il giorno dopo… ma loro no.

Ecco 10 motivi per cui non dovevi farlo:

( 1 ) diventi automaticamente disponibile sempre e per sempre;
a qualunque ora del giorno e della notte, ovunque tu sia: al
lavoro, sotto la doccia…
“Pronto, ciao ti disturbo?”
“Beh in questo momento sono in barca in ferie…”
“Ah… ma tanto tu fai presto in queste cose. Senti ho il computer
che quando lo accendo mi da errore 000×32F33. Cosa può essere?
Sono disperato…”
“Si, ma sono in mezzo al mare”
“Va bene. Dimmi cosa devo fare…”

( 2 ) diventi oggetto di una catena di passaparola selvaggio.
“Aspetta che lo chiedo a un mio amico, lui di sicuro lo sa.
Poi è molto alla mano e se ha tempo ti da una mano volentieri.”

( 3 ) diventi automaticamente il responsabile e amministratore del PC
“Ti ricordi che l’anno scorso mi avevi installato quel programma
per vedere i filmati? Ecco, stamattina, vado ad accendere il PC e
non si accende più, cosa può essere successo? Non è che hai fatto
qualcosa di strano?”

( 4 ) devi conoscere tutti i programmi e tutti i sistemi operativi esistenti
sul pianeta.
Da Blender al GWBASIC, da Windows ME alle più
improbabili distro di Linux. Dovrai saper fare tutto di tutto: non
sono ammesse lacune per chi “conosce il computer”
“Senti, scusa se ti disturbo, ma ho un problema: come faccio ad
importare un audiolibro con Itunes?”
“Guarda, mi dispiace, ma non ho l’Ipod e Itunes non lo conosco”
“Dai che tu ci capisci di sicuro più di me. In due minuti tu fai
tutto…”

( 5 ) diventi, per esteso, la prima persona da consultare per tutto ciò
che funziona a corrente elettrica

“Ciao, scusa se ti disturbo, ma ho l’home theatre della sala che non
funziona più bene. Tu guardi anche quelle cose lì? Perché è da qualche
giorno che si sente un fruscio dal vufer e magari bisogna solo
cambiare un fusibile…”

( 6 ) vieni visto come uno spacciatore di hardware
“Ciao, scusa se ti disturbo, volevo comprarmi un PC portatile, tu non
è che hai dei contatti?”
“No”
“Come no? Lavorando nei computer vuoi che non ti passi sotto mano
qualche occasione? Beh se hai qualcosa fammelo sapere, intanto mi
daresti un’occhiata a dei preventivi che mi sono fatto fare?”

( 7 ) devi sempre navigare nell’ignoto.
“Ciao, scusa se ti rompo, ma il PC non va più”
“Come non va più? Non si accende o cosa?”
“No no, si accende ma poi non va”
“Cos’è che non va? Il sistema operativo?”
“Io non ci capisco mica niente… non va”
“Ma che sistema operativo hai?”
“Cosa vuoi che ne sappia io che sistema operativo ho….
cos’è il sistema operativo? Dove devo leggere? Guarda, fai
prima se vieni qua a dare un’occhiata, aspetto, vai tranquillo,
va bene anche stasera dopo il lavoro…”

( 8 ) lavorerai sempre gratis… se va bene!
Al di là di qualche caffè offerto, non vedrai mai un soldo. Di sicuro,
però, ne spenderai: viaggi, telefonate, probabilmente anche cavetti,
vecchi componenti, batterie, viti, ecc…

( 9 ) grazie alla tua disponibilità, sarai sempre sottovalutato e verrai
classificato al massimo come “smanettone”.
I “tecnici”, quelli veri, fanno le stesse cose che fai tu
(forse con meno cura), ma prendendo 80 euro all’ora,
saranno visti come semidei.

( 10 ) serve davvero un decimo motivo?

Fonte da cui ho copiaincollato:
Blog di Gian Piero Biancoli