La scienza dal giocattolaio

“Il gioco che avrei voluto inventare io? I Lego. Si costruiva e ricostruiva qualcosa seguendo un progetto. Se ne afferravano i principi costruttivi. Si inventava con criterio. Quelle confezioni di mattoncini erano uno strumento potente: avevano spartiti fitti e rigorosi, ti insegnavano a eseguire un pezzo, per poi lasciarti improvvisare con quello che avevi a disposizione. Giocattoli jazz, per gli inventori di domani”.
Davide Coero Borga.

Peccato la mostra fosse così lontano, ma meritava una visita!

Il libro s’ha da prendere!

Peter Higgs aveva ragione

«I think we have it. Do you agree?».
Rolf-Dieter Heuer, direttore generale del CERN

Dopo le notizie che forse Einstein aveva sbagliato tutto, che si sono rivelate invece figlie di un problema di connettori, lo scorso 4 luglio c’è stata la conferenza stampa di presentazione dei risultati ottenuti a LHC durante l’ultimo run di collisioni.

E la notizia storica è che è stato scoperto il bosone di Higgs, o meglio, che è stato individuato con un livello di significatività di 5 σ un eccesso di eventi di decadimento dovuti a un nuovo bosone nella zona di energia attorno ai 125 GeV (spero di averla scritta giusta…).
Ciò significa che l’eccesso di eventi osservato non dipende da un rumore di fondo ma da una particella che sistematicamente mostra quei processi di decadimento in quella zona di energia, e che ha caratteristiche molto simili a quelle previste dalla teoria di Mr. Higgs.

Ovviamente non avrete capito nulla… quindi vi rimando al blog di Marco Delmastro, che spiega in maniera chiarissima a noi comuni mortali quello che i ricercatori e gli sperimentatori hanno scoperto dopo 48 anni dalla sua teorizzazione. Se invece volete continuare a non capire nulla, andate avanti qui!

AirPod

Periodicamente tornano alla ribalta alcune panzane di internet, che in passato sono state sbufalate clamorosamente, ma a volte ci sono degli aggiornamenti o delle “news” che le fanno tornare in auge. Stavolta è merito di Repubblica.it (ma va?) rilanciare con un articolo dal titolo “Ci siamo, arriva l’auto ad aria” (articolo dell’ 8 giugno 2012) che ritira fuori la bufala dell’auto ad aria compressa.

Ricordate Eolo, sbandierata come la soluzione dei problemi di inquinamento e “osteggiata” dalle case automobilistiche che hanno ordito un complotto per farci comprare la benzina a prezzi sempre più cari?
Stavolta si è reincarnata e si chiama AirPod, e dovrebbe essere commercializzata entro la fine 2013 sempre dalla lussemburghese Moteur Developpement International (MDI) dopo una partnership siglata con la Tata Motors.

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Troppo geek

Da leggere tutto, con calma:

Snumeratezza

[noi insegnanti] ci preoccupiamo di spiegare argomenti complicati come le disequazioni, i radicali o la geometria euclidea, usiamo l’algebra per astrarre sempre più, tendiamo a non eseguire più operazioni ma ci accontentiamo di indicarle, mentre chi ci sta davanti [gli studenti] ha pochissima praticità già con i semplici numeri, quando sono un po’ grandi (dove grande significa superiore a 20, di solito (le dita delle mani più quelle dei piedi, sì)).