Ciao Oscar

Ci sono persone che nella vita ti passano accanto per poco tempo ma delle quali conservi un ricordo o un immagine.
Quando i ricordi sono quelli dei primi anni di scuola non sono nemmeno così nitidi.
E ti viene da scriverli, perché già non ricordi cosa hai mangiato per cena, e non vuoi correre il rischio.

Ieri ho letto la notizia della scomparsa di Oscar e ho faticato a tirar fuori dai cassetti nascosti della memoria questi ricordi polverosi, di bambini che per un paio d’anni, forse più forse meno, hanno frequentato la stessa classe delle elementari. Quell’amore – odio che c’è a sette anni, quando si sta bene insieme ma ci si tiene il muso per tutti i piccoli screzi, del perché giochi con gli altri e non con me, del papà che era super perché lui suonava, della casa in Campella…
Poi Oscar e la sua famiglia cambiarono casa, scuola, paese. Scoprire ora che la musica, in modi completamente diversi, ha guidato le rispettive vite fa un po’ male pensando a quello che ‘poteva essere’, alle strade separate che forse, per un tratto un po’ più lungo, potevano andare insieme.
È strano pensare che nelle bande, che pure hanno avuto un peso importante nelle nostre vite, in questi 44 anni non ci siamo mai incrociati.

Ciao Oscar, ti ricordo così, coi nostri cappottini anni ’70 e le cartelle in simil-cartone e le palle di neve e la strada fatta a piedi, insieme, da scuola a ‘crusivià’…
Chissà se anche lassù c’è da suonare…

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Farewell speach – Ciao Obama

Se siete stanchi di discutere con degli sconosciuti su internet, cercate di parlare con qualcuno di persona. Se qualcosa dovrebbe funzionare meglio, allacciatevi le scarpe e datevi da fare. Se siete delusi dai vostri rappresentanti, raccogliete le firme e candidatevi voi stessi.

Fatevi avanti, fatevi sotto. Perseverate. Qualche volta vincerete. Altre volte perderete. Presumere che ci sia del buono nel prossimo può essere un rischio, e ci saranno momenti in cui sarete molto delusi. Ma per chi di voi sarà fortunato abbastanza da riuscire a fare qualcosa, da vedere da vicino questo lavoro, lasciate che ve lo dica: può ispirarvi e darvi energia.

Barack Obama

Roma, 2016, Maratona del Giubileo

Il miracolo non è di essere giunto al traguardo,
ma di avere avuto il coraggio di partire.
(J. Owens)

20160409_071313Ma chi te lo fa fare?
Due anni fa, al termine della Maratona di Roma 2014, una delle prime cose che ho detto a mia moglie è stata: “Basta, io maratone non ne farò più. È stato bello ma è una gara troppo dura e impegnativa, farò solo distanze più brevi.”
E in effetti è così, la maratona è dura!
Corro da qualche anno ma non ho mai corso con estrema costanza.
Soprattutto non sono mai riuscito a seguire un programma di allenamento da cima a fondo, né per le prime maratone né per gare più brevi.
3 allenamenti a settimana per me sono tanti.
E non è colpa dei figli, della famiglia, del lavoro, dell’inverno che fa freddo… è che io sono pigro e fatico ad alzarmi presto al mattino per un ora di corsa.
Delle 16 settimane con tre allenamenti a settimana previste dalle comuni tabelle per la preparazione alla maratona, ne riesco a fare il 30-40%…
Quindi per correre la maratona, soffro. Continua a leggere