Utonti united

Utente: Mi è uscito un errore sul pc!
Io: Quale errore?
Utente: Non lo so, ho cliccato ok.

Quando io sostengo che non serve perdere tempo a scrivere messaggi di errore significativi ho le mie buone ragioni.
E stamattina ne ho avuto 3 conferme indipendenti… la conversazione di cui sopra è accaduta ben tre volte… in sole 4 ore di lavoro è un record…

le frasi più odiose dei colleghi

Nel mio lavoro di “supporto informatico” (o ICT Staff, come sta scritto sulla porta dell’ufficio mia scrivania) mi capita quasi tutti i giorni di sentire delle frasi odiose dette dai colleghi che di tale supporto necessitano, o assistere ai loro comportamenti sconclusionati a danno della tecnologia (ne avevo già fatto un post in passato). Continua a leggere

Le mirabolanti avventure di Tordello e Mangiaccione

Questi sono i nomi dei due personaggi delle storie che racconto spesso a mio figlio.

Sono nati per caso una sera che lui insisteva “dai papà raccontami una storia, dai, dai, dai dai daidaidaidai”

E così da un paio d’anni le storie iniziano così:

C’erano una volta, in un castello, due cavalieri che si chiamavano Tordello e Mangiaccione. Tordello era aaaaalto, maaaaaagro, seeeeeeeecco, ma era simpatico e ottimista. Mangiaccione era graaaasso, grooooosso, cicciooooooone, ed era sempre un po’ triste e arrabbiato.
Tutti e due avevano un cavallo. Quello di Tordello era come lui: aaaaalto, maaaaaagro, seeeeeeeecco. E anche quello di Mangiaccione era come lui: graaaasso, grooooosso, cicciooooooone.
Una mattina il Re li chiamò e disse loro…

e da qui la storia diventa una battaglia contro i draghi, o una caccia al cinghiale, o la raccolta delle carote, dei cavoli o un indagine su un fantasma che terrorizza il villaggio, o una missione per accompagnare una principessa al castello…

Mia moglie dice che dovevo scriverle o registrarle perché sono bellissime… magari ha ragione, Gabriele si diverte tantissimo e ride sempre alle descrizioni dei due “prodi cavalieri”.

Le cose che odio

Mi sembrava di aver già fatto un post simile in passato ma non l’ho più trovato, quindi lo riscrivo oggi, alla luce degli ultimi avvenimenti di questi giorni in ufficio.

Odio:

  • quelli che dicono “in buona sostanza”. Cosa significa?
  • quelli che dicono “assolutamente”. Ma assolutamente cosa? Neanche l’Accademia della Crusca ha ancora risolto la diatriba…
  • quelli che ti chiamano al telefono e non dicono neanche chi sono e pretendono che capisci al volo il loro problema. Dimmi almeno chi sei così posso capire di cosa si tratta.
  • quelli che mentre ti parlano si siedono sulla scrivania. Hai presente quelle cose li rosse con cinque rotelle? si chiamano SEDIE: prendine una e usala, prima che io la usi contro di te!
  • quelli che quando ti devono chiedere qualcosa prima ti raccontano tutta la loro vita e poi fanno la domanda. Va bene che mi pagano comunque, ma il dono della sintesi è molto gradito.
  • quelli che entrano in ufficio e ti si mettono alle spalle senza dire niente. Questo è un ufficio, qui si lavora! Non è mica il set di Shining. Non sei obbligato a farmi prendere uno spavento per avere la mia attenzione.
  • quelli che ti telefonano e ti chiedono “sei in ufficio?”. No, mi hanno messo il telefono anche in bagno.
  • quelli che ti telefonano, e se non rispondi vengono in ufficio a vedere se ci sei. No, non ci sono…
  • quelli che ti telefonano dall’ufficio di fianco ma parlano così forte che è come se fossero li.
  • quelli che dall’ufficio di fianco si mettono a urlare per chiamarti. OMBRELLAIOOOOOO!
  • quelli che ti chiedono se hai tempo, e alla risposta “No” ti fanno lo stesso la domanda. E pretendono una risposta. Parafrasando un mito: “Quale parte di ‘No!’ non ti è chiara?”

Colta al volo

Non è una vera storia del supporto, però faceva troppo ridere…

Stamattina entro in portineria di corsa (come al solito) per timbrare e sento questa conversazione tra il portinaio e un misterioso interlocutore telefonico:

P. No, non  c’è Mario… si, è arrivato e ha timbrato… è andato su al corso per gli ASINETTI.

[Immagino volesse dire muletti e spero che stesse scherzando…]