Filastrocca del minuto di silenzio

Una poetessa che conosco molto bene (!) ha scritto questa filastrocca per spiegare ai bambini cosa significa il minuto di silenzio.

FILASTROCCA DEL MINUTO DI SILENZIO

Stiamo in silenzio per un minuto…
Cosa vuol dire? Chi si è perduto?
La mamma mi dice di spegnere tutto:
tivù, tablet, in segno di lutto…

Guardo fuori dalle mie tende:
questo silenzio un po’ mi sorprende…
Non sento più radio, né il televisore
e questo minuto mi sembrano ore.

Forse stiamo aspettando qualcuno?
No, non vedo arrivare nessuno…

Sento il mio cuore che suona il tamburo
Ora son fermo, lui batte sicuro;
sento il respiro, soffio leggero,
ma sulla Terra c’è un velo nero…

Tante famiglie non stanno bene
hanno dolore, non sono serene,
perché qualcuno è volato via
ci son tante lacrime e malinconia.

Senza rumore forse ho capito
cosa il silenzio mi ha suggerito:
il dono grande di questo minuto
è dare a qualcuno ancora un saluto,
è regalare un pensiero prezioso
che porti calma e un tranquillo riposo.

E tu, vento, porta alla Terra un messaggio:
se siamo insieme abbiamo coraggio!

Buon 2019!

Indovinami, indovino,
Tu che leggi nel destino:
L’anno nuovo come sarà?
Bello, brutto o metà e metà?
Trovo stampato nei miei libroni
Che avrà di certo quattro stagioni,
Dodici mesi, ciascuno al suo posto,
Un carnevale e un ferragosto,
E il giorno dopo il lunedì
Sarà sempre un martedì.
Di più per ora scritto non trovo
Nel destino dell’anno nuovo:
Per il resto anche quest’anno
Sarà come gli uomini lo faranno.

Gianni Rodari

Buon anno 2019 a tutti, che sia come lo volete, fatelo bello, mi raccomando!

Riflessioni sul blog

Un meta-post per riflettere un po’ sul mio “essere blogger”… un post sui post… rivolto ai miei 9 affezionati lettori (quelli iscritti a FeedBurner, che sono mia mamma, mia moglie… e poi boh…), che dopo il post sulla mia “crisi di scrittura” si saranno strappati i capelli pensando “non posso vivere senza questo blog”…

Il blog era partito come un “raccoglitore” di pagine interessanti, link, siti, riferimenti, guide, ecc. a mio esclusivo utilizzo (non pensavo che qualcuno potesse essere interessato a quello che scrivo).

Poi sono arrivati alcuni commenti e messaggi che mi hanno spinto ad essere un po’ più costante nello scrivere, e a creare quelle che sono diventate le “lezioni di informatica alla macchinetta del caffè” oppure le “storie del supporto” (per le quali, inutile dirlo, ho preso spunto dalle “Storie dalla sala macchine” del guru Davide Bianchi).

All’inizio scrivo di bici, di computer, di musica e di varie altre cose, ma soprattutto dei miei hobby e del mio lavoro.

Ultimamente scrivo di tutt’altro…

Voglio tornare alle origini, continuerò a scrivere di me, delle mie passioni, della mia vita, e senza più riportare le notizie “brutte”, per quelle basta accendere la TV e aspettare un TG qualunque.

Cercherò di scrivere solo cose positive, che possano essere utili e magari di stimolo ad altri.
Basta parlare di Gelmini, di malgoverno, di brutte storie di “ignoranza quotidiana”.
Se metto la lista dei libri che ho letto, magari a qualcuno vien voglia di leggere uno dei libri che ci trova.
Se scrivo che ho cambiato tromba o modo di suonare, magari ne nasce una bella discussione.

A presto!!